Il Genio produce, la Maschera
rappresenta.
Ce lo dice la storia. E con
essa l’arte. Ce lo dice la penna di
Neruda. E quella di Pasolini. Ce lo dicono in coro Tenco,
Gaetano e Gaber. Ce lo dice il tempo. Perché
di tempo si tratta.
Ed il ricordo ad esso
annesso non sbiadisce con l’amore. Il ricordo è una chimera
solo per chi non vuol ricominciare.
Marta lo sa, Gaetano l’ha
raggiunta correndo. E lo sanno Anna,
Cecilia, Vittoria e Beatrice, muse di un esile poeta.
Perché il Postino va e
viene, ieri come oggi, con splendido ritardo pur
sapendo che ora è. Perché le ruote della bici
sono le ali di Pulcinella, le ruote di un calesse a spasso per la città.
Il Genio produce, la Maschera
rappresenta.
Ce lo dice la storia. Ce lo
dice la gente. Ce lo dice il tempo. Perché
di tempo si tratta. Ce lo dicono i violini e le
madri di ogni terra.
Afferrare le onde con gli occhi del bambino non è un’utopia.
Ce lo dice un uomo “normale”, un uomo mai assopito. Ce lo dice un timido in calzamaglia, un giovane senza età. Ce lo dice Massimo. A
bassa voce.
Un Autore in un mondo di autori, un Attore in un mondo di
attori.
Un Postino in un mondo di
postini, una perla partenopea di una collana inestimabile.
Un Genio, una Maschera in
un mondo di maschere e geni.
Stefano Cominale
Auguri Massimo.
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