venerdì 11 luglio 2014

Un milione di modi per morire nel west di Seth McFarlane

Un milione di modi per morire nel west è una delle commedie più stupide della storia della cinematografia. Ma è la stupidità la chiave di lettura della comicità firmata Seth McFarlane, autore di Ted e, soprattutto, dei stupidissimi Griffin. Battute insensate e freddure volgari accomunano i lavori dell’autore e attore del Connecticut che, piaccia o no, rende esplosivo qualsiasi testo che gli si concede tra le mani.
Pertanto, Un milione di modi per morire nel west è un film che racchiude in sé un’umanità trash: una parodia del grande west degli anni ‘60 e ‘70, in cui il ruolo dell’eroe al galoppo viene maciullato dalla pura idiozia di una realtà fortemente becera, volutamente becera. Albert è un codardo, fiero di esserlo e pronto a non cambiare le regole. Albert preferisce scappare. Ma sarà la sua fuga (emotiva e non), scatenatasi da un incontro imprevisto, a donare azione al film e palpiti di scellerata comicità. I personaggi che ruotano intorno al protagonista (interpretato discretamente dallo stesso McFarlane) sono spalle avvincenti, squisitamente rivoltanti. A parte Charlize Theron e Liam Neeson, seri nel midollo, in A million ways to die in the west vi è una catena di ruoli che sembrano letteralmente usciti dalle serie cartoon dirty che hanno sbancato in America e in Europa: personaggi da gustare con famelica stoltezza.
I palati fini sono invitati, dunque, a restare a casa giovedì 9 ottobre, giorno in cui in Italia verranno avviate le proiezioni del lungometraggio. Il selvaggio west e l’indecenza sono alle porte: i balordi son lì che attendono.



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