martedì 28 ottobre 2014

Road to Paloma di Jason Mamoa

Uscito da poco nelle sale americane, Road to Paloma è un film che riporta alla luce l’antico conflitto culturale e sociale tra nativi americani e yankees. Il tema è tosto ed il soggetto rimane uno dei più interessanti degli ultimi tempi.
L’ultimo road movie hollywoodiano (ma non troppo) porta la firma dell’attore Jason Mamoa, ovviamente personaggio principale pellerossa del suo stesso progetto. La storia narra della fuga del protagonista dopo aver consumato la sua vendetta ai danni dello stupratore e assassino della madre. Il vendicatore si erige da icona per gli indiani privi di giustizia, per i native attaccati dai bianchi pur sempre impuniti. Da qui si accendono i motori. In compagnia di un amico trovato sulla rotta, un rocker in piena decadenza, Mamoa punta i laghi del nord per cospargere in essi le ceneri di sua madre. Ma il patos del viaggio, degli inseguimenti e l'adrenalina innescata dagli incidenti di percorso, sembrano perdersi non appena finisce l’ottimo incipit del film. Le figure che ruotano intorno al protagonista appaiono leggere, senza una sostanziale drammaticità: vi è da chiedersi, ad esempio, cosa sarebbe cambiato nel lungometraggio se il centauro indiano non avesse mai incontrato il compagno di viaggio. Cosa rappresenta il chitarrista? Una resurrezione yankee? E la bella Sandy? Un'avventura da dimenticare o un amore perso nel cammino? Un lungometraggio che si spegne sul più bello, ma pur sempre un buon film dal finale tanto forte quanto ingiusto. Gli attori non impressionano per maestria, ma chiaramente un paragone con Easy rider (Fonda, Nicholson, Hopper!), capolavoro indiscusso del genere, sarebbe sciocco ed inopportuno.
Un film, tuttavia, da vedere per lasciarsi trasportare dal fascino delle due ruote. Chiaro, senza ambizioni particolari.



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