Si sa, quando la letteratura incontra il cinema, l’analisi
critica di una pellicola diventa un enorme rompicapo. Tanto è stato scritto
sull’argomento: l’unione dei mezzi artistici (e comunicativi) incide sul
piacere spettatoriale in maniera cruenta, netta. Facile tirare in ballo
Kubrick, che sempre pose il cartaceo
su pellicola. Quando si scende a livelli filmici meno aulici, a prescindere
della qualità dell’opera stessa, il pubblico diventa lecitamente giudice severo.
Premesso questo, The
Double è un film del giovane Richard Ayoade tratto dall’immensa opera Il Doppio di Fyodor Dostoyevsky. Ma
prima che i lettori più accaniti del grande maestro sovietico si portino le
mani al volto, vorrei precisare con gioia che The Double è un piccolo capolavoro cinematografico. Il film, oltre
a reggersi su un soggetto e una sceneggiatura incommensurabili (eh!), possiede
una forza stilistica possente e simbiotica. I richiami a Orwell 1984 di Redford, basato sul titanico Orwell, e ai vari
progetti di Terry Gilliam, sono frequenti con delicatezza in tutta la durata del
film. Tuttavia, ciò non rende l’opera una copia,
ciò non rende l’opera apocrifa. Forse
è qui che si concentra l’apice di The
Double: l’autenticità della direzione si connette con il testo letterario
in modo superbo, morbido ed accattivante al tempo stesso.
Gli attori sono profondi: a tratti americani, a tratti
sovietici, a tratti apolidi. L’uomo insignificante e il suo sosia divengono
tutto e il contrario di tutto. La tesi e l’antitesi si fondono nella crudeltà di
un sistema sì surreale, ma pure contemporaneo
(i Maestri sanno sempre essere contemporanei!), un sistema oscuro connesso
alla precarietà fisica e mentale dell’uomo del terzo millennio, vicinissimo
allo spettatore medio che si gode il film in sala. Inoltre, i tagli cinematografici
sul timido James sono invasivi, devastanti. La macchina da presa sembra schiacciare il protagonista, colui che vive di sconfitte quotidiane, colui che alla fine non può fare altro che abbandonarsi stremato al suo labile destino.
Infine, è d’uopo sottolineare la perfetta sintonia del duo Mia Wasikowska e Jesse Eisenberg, sempre determinanti ai fini del giudizio complessivo del film.
Sebbene in Italia sia (purtroppo) davvero difficile da reperire, The Double di Ayode è un film da vedere assolutamente senza preconcetti e giudizi sterili.
Infine, è d’uopo sottolineare la perfetta sintonia del duo Mia Wasikowska e Jesse Eisenberg, sempre determinanti ai fini del giudizio complessivo del film.
Sebbene in Italia sia (purtroppo) davvero difficile da reperire, The Double di Ayode è un film da vedere assolutamente senza preconcetti e giudizi sterili.

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