domenica 18 maggio 2014

José "Pepe" Mujica

Non conoscevo José "Pepe" Mujica. Non conoscevo il suo passato da rivoluzionario. E non conoscevo il suo concetto di vita. Sinceramente non ho neanche approfondito (per il momento) la sua biografia. 
Mi sono limitato a leggere su wikipedia che "Mujica riceve dallo Stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese, ma ne dona circa il 90% a favore di organizzazioni non governative e a persone bisognose. La sua automobile è un Maggiolino degli anni Settanta. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo: ha infatti rinunciato a vivere nel palazzo presidenziale. Il resto del suo stipendio è di circa 1.500 dollari; in un'intervista il presidente ha dichiarato: "Questi soldi mi devono bastare perché ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!".
Ho semplicemente ascoltato questo discorso:


 In 10 minuti quest'uomo si è guadagnato la mia profonda stima.

2 commenti:

  1. RE' GIORGIO NAPOLITANO
    Nel 1992 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati (subentrando a Oscar Luigi Scalfaro, divenuto Presidente della Repubblica Italiana). Si trattò della "legislatura di Tangentopoli" e la sua presidenza divenne uno dei fronti del rapporto tra magistratura e politica; due episodi sono significativi del modo in cui Napolitano guadagnò alle istituzioni il conforto dell'opinione pubblica, che in quel periodo era particolarmente incline alla sfiducia nei confronti delle pubbliche autorità.

    Il 2 febbraio 1993 all'ingresso posteriore di palazzo Montecitorio si presentò un ufficiale della Guardia di Finanza con un ordine di esibizione di atti: esso si riferiva agli originali dei bilanci dei partiti politici (peraltro pubblicati anche in Gazzetta Ufficiale) utili al magistrato procedente, Gherardo Colombo della Procura di Milano, per verificare se talune contribuzioni a politici inquisiti fossero state dichiarate a bilancio, secondo le prescrizioni della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Il Segretario generale della Camera, su istruzioni del Presidente, oppose all'ufficiale l'immunità di sede, cioè la garanzia delle Camere per cui la forza pubblica non vi può accedere se non su autorizzazione del loro Presidente. Nei giorni successivi tutti i partiti politici e tutti i principali organi di stampa sostennero la scelta del presidente Napolitano.
    Io è na vita che o schif a chist!!!
    P:R

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  2. E' una questione di dignità.
    E di "felicità".

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