mercoledì 5 giugno 2013

Ops/28: I pinguini di Mr. Popper/Mark Waters

I pinguini sono mammiferi simpatici, esplosivi. Animali volati all’attenzione del grande pubblico già nel 2005 con La marcia dei pinguini di Luc Jaquet ed il cartone animato Heppy Feat di George Miller, seguiti poi, nell’anno successivo, da Madagascar del duo Darnell-McGrath.
Ne I pinguini di Mr. Popper di Mark Waters, essi svolgono un ruolo insolito che varca i confini stessi della commedia natalizia (sebbene il film sia uscito ad agosto!): quello di collante familiare. Mr. Popper, infatti, è un uomo cresciuto in perenne assenza di un padre a cui egli donava l’amore viscerale di bambino curioso. Un padre che, a causa del suo lontano lavoro, lo abbandonò ancor prima dell’adolescenza. Mr. Popper cresce, diviene sì un leader nel suo ambito lavorativo, ma perde anno dopo anno tutti i pezzi della sua famiglia riducendosi ad essere un professionista mestamente solo. Ma ecco che improvvisamente qualcosa cambia: direttamente dal Polo gli giunge l’ultimo regalo che il suo vecchio gli aveva promesso via radio. Da un cubo di legno parte la rivincita del Signor Popper che, dopo gli ovvi problemi iniziali, mette da parte la sua ambizione lavorativa per accudire gli eccentrici volatili bianconeri. Indirettamente (e prevedibilmente) l’uomo ritrova se stesso. La risoluzione della storia, infine, è super scontata dato che il lungometraggio si presenta senza mezzi termini come una commedia per genitori e figli, per famiglie unite.
Il soggetto in sé racchiude molti aspetti interessanti, dai legami empatici ed ematici di ogni mammifero di questa terra, alla ricerca di una felicità tanto vicina quanto “lontana”. Tuttavia, l’intero film non propone uno spettacolo elettrizzante come lo si potrebbe immaginare dalla scelta del protagonista Jim Carrey, il quale resta in questa commedia lontano dai canoni bizzarri a cui ha abituato i suoi estimatori. Non è il Carrey di The Mask, di Yes Man, di Io, me e Irene: questo è palese! La sua energia si perde nei meandri di una vicenda insipida che non affonda mai nel cuore degli spettatori.
Piccola parentesi: è divertente vedere sullo schermo una simpatica Angela Lansbury, la signora in giallo che negli anni ’80 ha sbancato nelle televisioni di tutto il mondo dopo aver calcato set hollywoodiani di indubbia importanza.
Dal canto suo, il regista Mark Waters svolge un buon lavoro d’interni se si vuole considerare il genere su cui ha impresso tutta la sua carriera. Divertenti e surreali le scene girate nel Guggenheim di New York. Certo, nulla di eccezionale se analizziamo l’intera pellicola. Anzi…
I pinguini di Mr. Popper è una commedia da vedere in salotto con figli e nipoti accanto, possibilmente iperattivi. Senza gli schiamazzi dei bambini si rischierebbe davvero di assopirsi.

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