No – I giorni
dell’arcobaleno non è affatto un documentario sul referendum che mise fine
alla dittatura di Pinochet in Cile. E non è affatto una docufiction sull’uomo
che inventò dal nulla la campagna elettorale pro-no.
No è un film che
narra le vicende di René Saavedra, un pubblicitario in carriera, le cui idee
spaziarono dal rilancio globale e commerciale a quello sociale e politico. Questo
è tutto ciò che vuole raccontare la pellicola di Pablo Larraín (Tony Manero,
Post Mortem): non la mera analisi di
un evento storico, ma l’evoluzione di un personaggio al centro di un popolo
diviso da un referendum progressista, un uomo mai fragile (se non nella sua
intimità familiare) in mezzo a questioni contemporaneamente diplomatiche e lavorative.
Questioni che lo spingeranno, con coraggio e tenacia, a solcare il limite di
una rivoluzione civile. Un mutamento che,
come sempre accade, si avvale di una natura epidermica, una sovversione che attraversa le ferite
vive per raggiungere un’introspezione pura.
No è un film da
non perdere. Solo il messicano Gael García Barnal, piccolo Che Guevara ne I diari della motocicletta e
protagonista de La Mala Educación di
Pedro Almodovar, vale assolutamente il prezzo del biglietto.
Ma c’è altro. C’è da gustare una storia mai banale, una
storia che trionfa. E poi c’è il
linguaggio di Larraín: il regista preferisce adoperare una macchina a mano che
sembra avvertire la tensione delle scene, una camera (mai ancorata al
cavalletto) che non svolge il compito infimo di documentare. Inoltre, la scelta
di girare in bassa qualità è quanto mai azzeccata. Le immagini di repertorio si
fondono con quelle attuali e gli occhi degli spettatori si spalancano con
semplicità su un orizzonte lontano venticinque anni.
No – I giorni dell’arcobaleno
è un film da vedere con calma e senza timore, a prescindere dal premio a Cannes e dalla nomination
all’Oscar. È una pellicola solare, piacevole. Sarebbe bastata solo un po’ più
di azione, un po’ più di adrenalina, per rendere questo lavoro un grandissimo
lungometraggio.

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