sabato 15 febbraio 2014

Guida pratica per giovani emigranti


Non ho mai creduto all’utilità dei consigli. Manifestare la propria opinione è una sana abitudine, ma addentrarsi nelle vite degli altri è ben altra cosa. Ciò nonostante, ho preferito stilare questa modesta guida sottoforma di raccomandazioni carnali e popolari, per rendere più genuina l’idea di abbandono del nido. Se qualcuno dei miei lettori avesse altri suggerimenti in materia, non esiterò ad apportare pronte modifiche al testo.

…perché in uomini e donne non si insinuino più l’abitudine e la rassegnazione
ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
Peppino Impastato.



Se parti in auto, ricorda: sarà un inferno. Se parti in treno, ricorda: sarà un inferno. Se parti in aereo ricorda: sarà un inferno maledettamente costoso. Ammesso che tu non sia furbo prenotando il volo in anticipo. Ma a questo punto preparati con altrettanto anticipo alla lotta consanguinea che si scatenerà al momento della messa a punto della valigia. Sei pronto a rinunciare alle tonnellate di verdura sott’olio, alle freselle e al thermos di caffè? Se lo sei, allora potrai affrontare tua mamma in una dura battaglia su ciò che è consentito portare nel bagaglio.
    In viaggio dì pure addio alla tua privacy. Non vi è posto assegnato che tenga: la Madonna che t’accompagna ti braccherà ad ogni sussulto ed i santini che qualcuno, chissà chi, ti ha infilato in valigia a tua insaputa, saranno un’irruzione da non poco conto una volta giunto a destinazione.
     Rimaniamo in tema. Se un prete ti benedirà a due minuti dalla tua partenza e, arrivato al trampolino di lancio, dovrai pagare un supplemento del biglietto tanto inatteso quanto cospicuo, ricorda che le tue blasfemie saranno annoverate tra i peccati veniali. Non preoccuparti figliolo, negli inferi ci sei già.
     Se tuo padre, ad un passo dell’abbandono, ti mollerà in extremis l’ultima banconota, ricorda di non vestirti d’orgoglio: ti servirà! Eccome se ti servirà.
     Se nel tuo scomparto ci sarà una bionda mozzafiato che ti osserva con la malizia delle maestrine sexy dei film anni ’70, non ricambiare lo sguardo da ebete aggiustandoti il pelo alla Tony Manero. Piuttosto, alzati ed aggiungi una doppia busta al chilo di mozzarella che ti scorre sul capo: l’acqua dei latticini non è gel! Una volta che ci sei, onde evitare appiccicose sorprese, riponi in doppia busta anche lo shampoo ed il bagnoschiuma. La doppia busta è l’innovazione del secolo (dopo le raccolti punti delle brioche).
     E se credi che i tuoi passi non vadano in sintonia con quelli degli altri, ricorda di viaggiare da solo. Al massimo, qualora tu abbia il dono della pazienza, adotta un cane che riempia di fiducia le tue giornate. Trascinare ed accompagnare non sono sinonimi.

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Se inizialmente non ti fiderai del vicino, relax: non ti stai trasformando in un puffo scorbutico e paranoico. È un processo immunitario assolutamente naturale. Imparerai presto a scindere amici e conoscenti. E se col nuovo wc non hai feeling, rassegnati. Rassegnati e rilassati. I minestroni che imparerai a mangiare saranno utili alla causa.
     A proposito, se sarai in crisi d’astinenza culinaria, non darlo mai a vedere. Anche se una mania omicida ti attraverserà le narici al primo fast food. È vero, all’inizio è proprio dura: irrigidire il palato non è cosa facile. Ma mostrare il proprio disappunto ad una cena coi colleghi autoctoni non sarebbe affatto cool. Trattieni. Tieni tutto dentro. Dì ai tuoi commensali che preferisci questo kebab alla meuza, quel merluzzo cinese al pesce spada alla brace, questa pasta in scatola alle orecchiette fatte in casa da tua zia. E ricorda: questa pizza biscottata è, in fondo, molto simile a quella che divoravi in passato con genuina voracità.
     È comunque importante evitare confronti di ogni genere a prescindere dalle mele che non sanno di mela, dalle zucchine che non sanno di zucchina o dai panifici che non odorano di pane caldo; pugnalarti al fegato non ti servirà. Ad esempio, quel silenzio profondo che incontrerai tra il corridoio e le scale diventerà un’ovattata abitudine. Nessun dramma! Alla prima telefonata a casa gli echi suoneranno come campane.
     Oppure. Fissare per ore la tua nuova toilette ti riempirà il cuore di nostalgia per l’igiene nazista che vige nella tua vecchia dimora. L’avresti mai detto dopo le cazziate che hai preso tra i corridoi bagnati? Niente magoni! L’anticalcare ti ridarà il sorriso (anche in cucina, soprattutto in cucina).
     E ancora. Non ti farà risparmiare il solito ritornello “quel che costa qui, non costa lì”. Mica vuoi rinunciare a vino fatto d’uva ed acqua incolore solo perché costano due euro in più? Ah, giusto: se compri la caraffa col filtro perché ti sei svegliato con la tutina da Diabolik, ricorda che non cambiare i filtri con regolarità ti può costare ben più di una cagarella fulminante. C’è gente astuta come te che a furia di rimandare il cambio del depuratore è diventata oramai di un giallo Simpson.
     Essenziale: i tuoi amici novelli non saranno mai i tuoi storici fratelli di sbronze, mettitelo in testa; quelli non puoi sostituirli come i cerotti (che non si attaccano sulle dita manco se l’immergi nell’Attack). Certi ricordi, d’altronde, non li lascerai in terra natìa. Un po’ come la tua leggendaria sciarpa da curva che appenderai sulla porta della tua stanza giusto per non dare nell’occhio.
     Riguardo alla tua fede sportiva: passati i tempi delle radiocronache di Sandro Ciotti, se ti troverai in un ristorantino di periferia con annessa tv satellitare e la tua squadra dovesse segnare all’ultimo minuto di gioco (dopo aver sofferto più di un vecchio goloso col diabete nella gelateria del corso), assicurati di non abbracciare con veemenza la compagna di un ex pugile cubano tatuato fino al midollo. Credimi: non rischieresti soltanto le corde vocali.

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     Se pensi che i topi sui marciapiedi siano gatti e se pensi che gli stessi abbaino alla gente in bici, ricorda: sono tanti topi, milioni di topi, grandi e famelici topi.
     Se attraverserai la strada con una nuova prospettiva, ricorda che non è detto che sia la più sicura. Stai in campana: finiscono gli enigmi, non i pericoli. E se reputi che il taxi sia troppo costoso, potresti gettare al vento i tuoi avari pregiudizi chiedendo al conducente la tariffa del tuo tragitto prima che ti segga nell’auto. Ovviamente, il taxi sarà troppo costoso per te (plebeo!) e aspetterai l’autobus per un bel po’, saluterai l’autista con educazione e tornerai mestamente a casa. Comunque tieni ben in mente: chiedere non è peccato. Chiedi tutte le informazioni che vuoi. C’è gente pronta a stupirti, gente che cambierà il tuo modo di affrontare la giungla lontana. Metro e pullman col passar del tempo non avranno più segreti: non ci avresti scommesso un centesimo quando per la prima volta hai impugnato la mappa della città (ed hai iniziato a sanguinare dal naso).
    
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La comunicazione è essenziale, ma anche un po’ di introspezione non guasta. Quando sarai off, sii spento davvero. A proposito, se hai scelto di vivere all’altro lato della cartina geografica, ricorda di controllare la tipologia di prese della corrente che ti daranno il buongiorno: il telefono tuch ultratecnologico che probabilmente hai preso a rate (e che non userai coi guanti per ovvi motivi tattili) non si ricaricherà a corda. Parentesi telefono: chiamare tre volte al giorno non farà di te un figlio o un nipote amorevole. Chiamerai sempre troppo poco. Accettalo.
     Internet non ti servirà soltanto a dimezzare le distanze con la tua compagna o la tua famiglia. Fanne pure un uso più ragionevole, accidenti! Cerca le locazioni dei pub più frenetici della città, quelli che sembrano usciti direttamente da Mtv, per intenderci; controlla anche gli annunci delle bici usate e le date dei concerti rock! Ah, per rimanere in tema è giusto annotare due concetti: le jam session, tanto diverse dalle tue passate e spensierate serate balorde, non fanno di te un musicista occasionale. Il tuo nuovo pubblico se ne accorgerà. Se sul palco ti ringrazieranno con un falso sorriso e ti sottrarranno lo strumento dalle dita con crudeltà, non essere offeso: meritavi di peggio! E se ti sei riscoperto Chet Baker pur non sapendo emettere un solo suono di tromba, quel rumore fastidioso che partorisci con gli occhi fuori dalle orbite lacererà la pazienza di tutto il vicinato. Le denunce per uso improprio di ottoni sono all’ordine del giorno.
     Tuttavia, ti sei tuffato? Nuoterai!
E se qualcuno ti aiuterà, ti lancerà un’ancora, non scordarlo mai. Ed in futuro aiuta, finché puoi, colui che busserà alla tua porta al principio della sua esule avventura. Le catene umane hanno sempre brillato di profonda umanità.

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Se le nuove donne che scoprirai tra i tavolini dei bar ti sembreranno tutte più belle di quelle che hai lasciato in patria, ricorda: non lo sono! Sei solo più esagitato del solito.
     Se una giovane in metropolitana ti sorriderà e ti chiederà il numero di cellulare, non sei in Matrix. Vivi in un mondo tattile, reale, in cui è ti è concesso (con la rarità del caso) di essere preda e non cacciatore. La fierezza, tuttavia, ti sconvolgerà solo per poche ore. Dopodiché continuerai le tue battaglie da solo.
     Se perderai la testa per una biondina appassionata di Godard, ricorda: godersi il cinema francese è come passeggiare per due ore e mezzo sulla Senna a novembre (in una lunga giornata di pioggia). La sincerità ti risparmierà dai cineforum criminali zeppi di piccoli cineasti bolscevichi. E quel film noir, parliamoci chiaro, non ti concederà in ogni caso il tempo di provarci con lei, universitaria femminista (e magari vegetariana). Difendi le tue gioie sempre, da tutto e tutti.
     E infine, se alla tua Penelope dirai sistematiche cazzate sui turni di lavoro a causa del tuo stato psicofisico, beh, pazienza. Un giorno, se sarete ancora l’uno dell’altra (ammesso che anche lei non fosse passata dal tessere tele al ricamare lenzuola), le dirai con sincerità come sono andate le cose. O forse le parlerai soltanto di Truffaut e dei registi sovietici d’avanguardia.

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Anche se selezioni l'opzione misti della lavatrice comune, il tuo maglione di lana diventerà un mini-maglione di lana lo stesso, come le t-shirt deficienti che si appiccicano sui vetri delle auto. Pertanto, se la vecchia a cui hai chiesto consiglio in merito alla temperatura del lavaggio ti risponderà con aria superficiale "mettilo dentro, non preoccuparti ragazzo", non esitare in seguito a cercarla nel quartiere per il solo gusto di tirargli un cazzotto tra lo zigomo ed il labbro superiore. Solo in questo modo potrai sembrare meno Raffaella Carrá e più Franco Califano (pace all'anima sua).
     Sopravvivere senza stendino è come andare a mare senza Super Santos, una follia! Nulla però ti vieta di usare le asciugatrici, marchingegni con la potenzialità di distruggere le bellezze paesaggistiche di interi quartieri meridionali, quelle dannate lavatrici al contrario atte alla distruzione di interi guardaroba secolari. Quindi, rifletti e pesa le tue decisioni in modo asciutto! E se col passare delle settimane vedrai incrinare il tuo rapporto con coperte, fodere ed asciugamani, è giunto il momento di mettere fine ad una collaborazione ormai grigia ed inodore.
     Ovvio: bianchi coi bianchi. Colorati coi colorati. Monete, banconote, fazzoletti, chiavi, biglietti e abbonamenti dei mezzi, gomme, accendini, cartine: non c’è ciclo che tenga! Qualcuno ti avrà consigliato tempo addietro di far attenzione, ma i tuoi sistematici “sì, sì, mica sono un cretino, ma dai, lo so” non hanno fatto di te una volpe.
     Ora calma. Non sei più un bambino, è giusto che tu sappia: i calzini spariscono davvero ad ogni fine lavaggio. Non ti occorre uno psicanalista. I cestelli delle lavatrici sono come i cilindri dei maghi. C’è gente che si è ritrovata tra i piedi un pedalino in meno ed un coniglio bianco in più. Solo illusione?
     “L’anticalcare ti ridarà il sorriso”, ricordi? Già! Perché il calcare e il cloro né salano la pasta né addolciscono il caffè. Semmai, ti renderanno la vita più difficile ad ogni sgrassatura (perché sgrasserai, giusto?). Ricorda che la tua fiammante moka, quella che tieni con cura lontana dal sapone e che gelosamente custodisci nel lavello per giorni e giorni, merita rispetto e compassione francescana. Così come la pentola antiaderente che oramai non aderisce più neanche l’olio grazie alla parsimonia che impieghi nel ripulirla con il lato duro della spugnetta. Chiaro, se tornerai da lavoro come un puzzle, rimanda tutto a domani. Ma che sia domani, non un domani: Proust e Mastro Lindo hanno due visioni alquanto diverse della vita. Il tuo coinquilino fascista, tuttavia, saprà come renderti chiara la concezione di tempo perduto.
     Inoltre, tieni ben presente che la tua stanza non è un Bordeaux del ‘64. La polvere non aiuterà a fermentarla. E detto tra noi, a quel pollo (che metterai ammassato nel congelatore con le peggiori porcherie) non rispunteranno un’altra volta le ali: la data di scadenza non coincide con la data di rincarnazione. Evita l’ennesima frittura killer e goditelo tutto in un fiato come se fosse davvero salutare carne bianca.

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Se un tizio distratto ti innaffierà col caffè cinque prima di un importante colloquio di lavoro, avrai poche possibilità di far bella figura. Imprecare contro l’anima dei suoi avi non risolverà il tuo problema. Se proverai a rimediare con l'acqua del parco ed il solo risultato sarà l'auto-impressione di esserti pisciato addosso, avrai pochissime possibilità di fare bella figura. Imprecare contro l’anima degli avi dell’intera città neanche risolverà il tuo problema. Se poi sulla porta dello studio del boss buddista incrocerai il cartello "togliere le scarpe prima di entrare" e ti ritroverai un calzino bianco bucato dalle vecchie ciabatte, allora le tue possibilità diverranno del tutto nulle. Però ricorda (imprecando): munisciti di ago e filo, rattoppa e non demordere.
     Il lavoro è ciò che ti accomunerà di più al camaleonte del Madagascar. L’adattabilità sarà un imprescindibile input: i limiti tra contare, cuocere, zappare, misurare, telefonare, aggiustare, consegnare e cliccare, sono labili quanto i tuoi diritti da giovane stipendiato. Ammesso che tu percepisca una paga. Se invece ne percepisci una e sei gradevolmente sorpreso dalla puntualità della stessa, attento a non confondere in nessun modo i diritti e i doveri da stipendiato. Le tue lunghe attese passate non rendono la nuova cadenza salariale un dono celeste che ti si viene offerto per soave clemenza. Ricorda che neanche la Pimpa in varicella metterebbe mano al portafoglio con piacere.
      Più di tutto, scolpisci nella tua mente questa suggestiva verità: sei figlio legittimo di MacGyver e Wonder Woman. Niente è impossibile per te! Ciò che conosci, lo dimostrerai. Ciò che non conosci, lo imparerai. Ovviamente, montarti la testa non gioverà al tuo curriculum. Tra i complimenti e i calci in culo il passo è breve.

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Sinceri fino allo fine? Sinceri! Non tutti i sintomi influenzali giustificano il post sbornia. Pian piano inizierai a gestire le tue notti. Ricorda: il whiskey va bene sul vino, non l’inverso. La birra è come il nero, puoi abbinarla su tutto. Se, invece, sei realmente febbricitante, dovresti gestire il tuo abuso di farmaci. Ricorda: gli antibiotici non avranno effetto se ti immergerai in un improvvisato oktoberfest con i nuovi giulivi compagni di merende. Pertanto, evita di assumere antibiotici.
     Seppur il freddo di ieri ti fosse sembrato più freddo del freddo di oggi, ricorda di rispolverare le tanto odiate calzamaglie che tua madre, con crudele tirannia, ti aveva costretto ad indossare nell’infanzia. Inoltre, la sciarpa di cotone trendy e la scarpetta da tennis non vincono contro pioggia e neve solo perché ti senti un inguaribile ottimista. Attrezzati con modestia: non sarai figo col catarro!
     Per quanto riguarda le canottiere, è un dato di fatto che siano molto più in di quanto tu possa immaginare. Anche quelle bianche col righino. Cerca, però, di non macchiarti col sugo domenicale. Ne vale la tua dignità.
     E se giochi a fare il dottore additando allo stress tutti tuoi mal di testa, di stomaco e di ossa, dovresti almeno avere la coerenza di auto-prescriverti una lunga serie di ore di sonno in più.

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Se qualcuno è in vena di appiccicare marchi diffamanti sulla tua terra, sulla tua gente, ricorda di assecondare ogni sua magra e puerile affermazione. I giudizi avventati, l’ironia adolescenziale, le punzecchiature morbide, non mancheranno mai, sappilo. Ed allora: sì, ci indebitiamo per comprare automobili sportive. Anche se tuo padre guida una Croma a gas targata TR (che in tanti credono tuttora sia targata Trieste). Sì, fottiamo in ogni dove le assicurazioni. Anche se paghi a sbafo pur non avendo commesso alcun sinistro, anche se le statistiche dicono altro. Sì, vi sono delle vecchiette nell’autobus addette ad incitarti a non obliterare il biglietto. Anche se coi soldi che hai versato ai carri pubblici avresti potuto sposarti una escort. Sì, siamo a Sud, troppo a Sud, in basso, a causa dei nostri padri che non hanno voluto sudare. Anche se i circoli conoscono il tuo vecchio come uomo di fatica. Sì, siamo noi a volere la criminalità. Anche se ciò che in teoria dovrebbe farti comodo, fa comodo a chi in pratica non conosce né storia né storie. Sì, non facciamo la differenziata e ci teniamo la monnezza tra le strade. Anche se a casa dividi con parsimonia umido, secco, carta e scorie. Sì, alterni giorni in cui ti svegli da bamboccione ad altri in cui te la vivi da choosy. Anche se ti fai il mazzo a strisce per non elemosinare un piatto di pasta e fagioli. Di’ sempre di sì. Di continuo. Con pazienza. Perennemente. Fin quando non ti rompi i coglioni, scrocchi le dita e inizi a reagire con urla furibonde da brigante atte a coprire lo sterco che non meriti di ascoltare. Il dialogo e la condivisione hanno sempre i propri tempi di costruzione. Ciò nonostante, sii fiducioso.

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Se credi che le note di Rino Gaetano risiedano nel tuo dna, se canti le canzoni che sentivi sempre a lu mare mentre la notte scende stellata, allora per te il cielo sarà sempre più blu. Ovvio, semmai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come te. Però, esclusi i cani, di beati ed eschimesi Kathmandu ne è piena. Pertanto, nella stagione dei colori, cerca con la zappa, il tridente ed il rastrello, lo spunto per la rivoluzione, la tua rivoluzione.
     Per te, fratello unico, queste righe hanno davvero sense!

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E se ti accorgi che in verità non hai scelto nulla, né tantomeno di scappare, che la storia l’ha fatto per te a prescindere dalle troisiane alternative, non prendertela con nessuno. Non prendertela con le dozzine di convinzioni che hai incastrato tra le mutande ed i calzini. Non prendertela affatto. Anzi sorridi, goditela. Anche se i vecchi divani dei tuoi precursori divengono necessari talami di solitudine e le lunghe rotaie si convergono in scie di garbata speranza, tu continua a sorridere. Gli anni scivoleranno sulla tua età e sul sangue a te caro. In un instante, in un solo istante, qualcuno a cui hai dettato i primi passi è cresciuto, qualcuno che ti ha spinto a camminare è invecchiato. E qualcuno che ti sarebbe venuto incontro al tuo arrivo non c’è più. Il dolore non lo strozzi in gola, non lo lasci su un cuscino. Tuttavia, ricorda: la tua versatilità, la tua corazza, la tua nuova visione in grandangolare, ti renderanno un nuovo essere vivente. Vivente e non sopravvivente. Un essere unico in un insieme di unici e dignitosi nomadi, sempre erranti e mai apolidi. Emigranti.



Stefano Cominale


3 commenti:

  1. Prof ho pubblicato su fb l'ultimo paragrafo della tua Guida Pratica per Giovani Emigranti ( E se ti accorgi che in verità non hai scelto nulla......) e ho commentato dicendo che leggendo lo stesso mi ha fatto rivivere uno spaccato dei miei anni vissuti fuori dalle mura di casa per motivi di lavoro e che mi ha emozionato a tal punto che mi sono sentito in dovere di condividerlo. E la cosa da come vedo i post mi sa che ha colpito in modo positivo anche altre persone.

    Raffaele Pennacchio

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  2. Sai che vorrei svilupparlo questo articolo? Fare una guida simpatica, illustrata con tanto di vignette. Che ne pensi?

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    1. Prof come tu ben sai io prediligo il Testo o Articolo ti fa andare più di Fantasia Immaginazione e Emozioni il che provoca a mio avviso delle Sensazioni anche se soggettive ma di sicuro Effetto, detto ciò fossi in tè ci proverei e sono sicuro che con la tua Abilità Intellettuale e Creativa riuscirai a sviluppare il suddetto Articolo in modo Positivo.

      Raffaele Pennacchio

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