Carissimo Don Maurizio Patriciello,
trovo che il suo comportamento sia stato davvero poco ortodosso.
Non mi aspettavo la sua arroganza, la sua irruenza! Alle illustrissime e
democratiche istituzioni italiane, che tanto si prodigano per tutti i
cittadini, bisogna mostrare ben più alto rispetto. Lei si è permesso di dare del Signore, del semplice e plebeo Signore, ad un Signore Prefetto. Ma è matto? E per fortuna che la Signora Prefetto di Caserta, i sindaci e i carabinieri (tutti chiamati in causa) hanno messo subito le cose a posto placando gli animi. Meno male!
Altrimenti, Don Maurizio, dove voleva arrivare, eh? Voleva perfino dare
del Dottore a qualcuno? Mi spieghi! Che esempio è il suo?
Cosa diranno i suoi fedeli della parrocchia di Caivano?
E' così sgarbato anche coi fedeli? Usa cotanto termine pure con loro?
Tuttavia assolvo il suo peccato. Lei è pur sempre uno che lotta, uno che combatte dove le istituzioni non si trovano né in cielo né in terra e in nessun luogo. Lei è una persona perbene. Quindi si metta in un angolino, mediti e
veda per tre volte questo video. Le insegnerà che il rispetto va aldilà delle parole.
C'è una forma e un contenuto.
Mare e acqua. Montagna e roccia. Emozione e sentimento.
C'è un uomo e una civiltà. Apparire e essere. Arroganza e astio. Scora e tossicità.
C'è l'uomo e la morte. E c'è l'uomo e la vita.
C'è l'orizzonte e la lontananza. E l'uomo e l'istituzione.
E poi ci sono modi e modi.
Chi prescinde da chi, cosa da cosa, Egr. Ill.mo Sig. Prefetto della Repubblica Italiana?
Stefano Cominale
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