mercoledì 22 agosto 2012

Cinematografo/1: Janis dorme ancora


Il surrealismo, la sottile linea che divide la realtà con la percezione, è presente in questo corto "da cinque euro" in chiave onirica: la stessa che molti artisti (seguaci del più squisito Breton) useranno nelle arti figurative e nel cinema stesso. Janis è la Galatea di Dalì, la Kiki di Man Ray, una musa tanto viva quanto immaginaria. La rosa rossa è un richiamo esplicito a tutto il movimento degli anni '20. Il sottofondo è poi un ulteriore slancio verso le braccia di Morfeo: Vinicio Caposella, con la sua "Ovunque proteggi", rende le note un mezzo di trasporto che accompagnano lo spettatore in questo viaggio a cavallo tra la vita ed il sogno.

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